LAssociazione Italiana Euritmisti nella primavera del 2014 ha invitato Gioia Falk con l’intento di approfondire lo Zodiaco dato da Rudolf Steiner per l’euritmia, secondo il quale ad ogni segno zodiacale corrisponde una consonante e ad ogni pianeta una vocale. Gioia ha costruito il lavoro con gli euritmisti partendo dalle forme cosmiche che ogni segno zodiacale suscita nella propria consonante: al centro dello spazio, al gesto del segno zodiacale reso visibile, si è accompagnato il movimento della consonante corrispondente, per manifestare il “paesaggio” della propria atmosfera zodiacale.

Sui versi delle dodici Armonie Zodiacali gli euritmisti hanno sperimentato tutte le sfumature di luce, dalle tonalità accese e vibranti dell’estate ai toni densi e spirituali della notte, passando per le qualità evocate dai Pianeti. Così i colori, che nello Zodiaco riprendono il cerchio dei colori di Goethe, si rafforzano nei colori complementari dei Pianeti.

Un arrangiamento delle musiche di Leopold van der Pals a cura del maestro Alessandro Ricci ha arricchito i passaggi del Sole nelle Costellazioni. Questa grande composizione, costruita per il palcoscenico, inizia con l’entrata in scena della solitaria Luna, che deve condensare intorno a sé l’intero zodiaco; quindi appare Saturno che accompagna Ariete e Bilancia, Giove con Toro e Vergine, Marte con Gemelli e Leone, Sole con Cancro e Capricorno, Venere con Scorpione e Pesci e Mercurio con Sagittario e Acquario. Il Sole attraversa tutti segni per poi fermarsi di volta in volta al cospetto di un segno diverso: ora ogni pianeta parla al segno tramite la propria vocale e il segno risponde con la consonante. Nello spazio risuona il dialogo tra i Pianeti e le Stelle fisse, fino a che lo Zodiaco si dissolve, nello stesso modo con cui all’inizio si materializza.

L’esperienza è quella di una grande mobilità: i pianeti devono trasformarsi in corrispondenza di ogni segno, pur mantenendo la loro forza e qualità intrinseche, mentre i segni zodiacali devono saper accogliere gli impulsi dei pianeti, mantenendo il loro spazio oggettivo. L’ascolto reciproco si rende visibile nelle sfumature del movimento e nella coscienza spaziale che colma la periferia.

Molto interessante è il confronto all’interno dei trigoni di fuoco, terra, aria e acqua, come pure l’esperienza delle tre croci: fisica – Ariete, Cancro, Bilancia, Capricorno, astrale – Toro, Leone, Scorpione, Acquario; eterica – Gemelli, Vergine, Sagittario, Pesci.

Parallelamente a questo lavoro, Gioia ci ha guidato nella visione immaginativa di Dante , che nel Paradiso attraversa i cieli dei vari pianeti per giungere poi al cielo delle Stelle Fisse- Zodiaco. Se nella composizione di Rudolf Steiner possiamo cogliere lo Zodiaco dalla Mezzanotte Cosmica, nella Divina Commedia lo percepiamo dal nostro punto di vista, come anime che compiono un cammino per raggiungerlo. Tra un Cielo e l’altro si inserisce un brano di Liszt, che il compositore ha scritto dopo una lettura di Dante e che sembra percorrere musicalmente il passaggio tra i pianeti. Sulle note di Liszt l’anima che diviene essere inizia il suo lungo viaggio.

Con questo grande tesoro tra le mani ci siamo incontrati come AIE con la Presidenza della Società Antroposofica in Italia, che ha accolto con entusiasmo  la nostra proposta di creare insieme il convegno annuale della Società nel giugno 2016 a Dornach.